Il rapporto S/V nella progettazione di un edificio

rapporto S/V
Il rapporto S/V come specificato nel Dlg 311/06 rappresenta il rapporto tra la superficie disperdente e il volume lordo costituente l’edificio .Da Precisare che costituiscono superficie disperdente tutte le strutture misurate al lordotra zona termica esaminata e l’ambiente esterno, il terreno, oppure verso i locali non riscaldati.Il volume lordo è definito dalle parti di edificio riscaldate e delimitato dalle superfici disperdenti. Per ogni rapporto S/V e per ogni località in base ai suoi Gradi Giorno a partire dall’Allegato C del Dlg 311 vengono fissati per interpolazione i valori limite di legge da non superare espressi in Kwh/mqanno (oppure Kwh/mcanno se tratti di edifici non residenziali). Proviamo a fare un esempio: Dobbiamo progettare un ‘abitazione singola a Firenze Firenze è in zona D e ha 1821 Gradi Giorno Facendo l’ interpolazione dei quattro valori della Tab1.3 all’allegato C Ottengo il valore limite di legge se il consumo è inferiore guadagnerò una Classe A oppure B. I passaggi effettuati fino ad adesso spiegano come avviente la classificazione energetica in fase di certificazione quando cioè l’edificio è già costruito.Ma quale può essere la forma da privilegiare in fase di progettazione per ottenere un basso consumo e quindi una buona classificazione energetica? Per chiarirsi le idee conviene prendere visione del seguente abaco considerando di effettuare l’indagine sempre a Firenze : Nella figura (1) ho considerato un edificio costituito di circa 2 piani , a doppio corpo sia in larghezza che profondità (2 stanze),la forma è proprio un cubo come vedete il rapporto S/V è 0,75 e il Indice di prestazione energetica invernale dovrà essere inferiore a 69,07 perchè soddisfi i requisiti minimi di legge e poter ritirare il premesso di costruire. Giustamente dobbiamo conderare che la forma è un po’ rigida così nell’esempio (2) ho provato a frammentare il volume dividendolo a metà e provando a traslarlo…Risultato: a parità di volume ho aumentato la superficie disperdente.Niente di male mi è aumentato il rapporto S/V del 16% ma parallelamente mi è aumentato anche anche L’EPI limite circa del 13%. Questo ci fa mettere a fuoco due cose: 1.Il sistema di certificazione nazionale considerando il rapporto S/V tollera anche edifici di forma più frammentata permettendo dispersioni maggiori(fattore totalmente escluso con lo standard CasaClima) 2.Ecco spiegato perchè due edifici con medesimo consumo possano appartamere a categorie diverse,la discriminante la fa il tipo di forma scelta nella composizione. Se poi voglio consumare veramente meno ,le figure 3-4 rappresentano una sfera e una semisfera e ci illustrano come il a parità di volume (sempre 512 mc) la forme che ha minor superfie disperdente sono proprio loro garantendo rispettivamente un rapporto S/V di0,6 e 0,72 , facendoci peraltro capire come mai gli edifici a basso consumo (In inglese ZEB zero emission building) spesso hanno forme apparentemente strane come questi:
Infine andando su forme che sono più consone al paesaggio  dell’italia centrale ,con tetti a spioventi ,possiamo vedere dalla figura 5  come la copertura a capanna (e anche quella apadiglione) possa aiutarci sebbene in maniera minima a diminure il rapporto S/V permettento a  parità di trasmittanza dell’involucro prestazioni maggiori.

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