Pompa di Calore con Radiatori: Guida Completa all’Installazione
Introduzione
Con il Superbonus 110% l’interesse per la pompa di calore è cresciuto. Molti proprietari valutano di sostituire solo il generatore, senza rifare tutto l’impianto.
In questo scenario nasce la domanda: è possibile installare una pompa di calore su impianti esistenti con radiatori? Scopriamo vantaggi, limiti e soluzioni.
Tipologia di Pompa di Calore Adatta ai Radiatori
Le pompe di calore adatte ai radiatori sono quelle “aria-acqua”.
Questi modelli hanno un condensatore che trasferisce energia termica all’acqua tramite scambiatore a piastre. Sono i generatori ideali per una casa senza gas.
Alcune pompe sono reversibili. Con i radiatori però bisogna disattivare la funzione di raffrescamento estivo, altrimenti l’acqua fredda creerebbe condensa e gocciolamenti.
Le prestazioni variano in base alla temperatura esterna (sorgente fredda) e a quella di mandata ai terminali (pozzo caldo).
Temperature di Mandata: Radiatori e Pompe di Calore
In media le pompe di calore raggiungono temperature d’uscita comprese tra 55°C e 65°C.
Questo limite dipende da compressore, refrigerante e disegno dello scambiatore.
I radiatori tradizionali, invece, sono stati dimensionati per funzionare con mandata/ritorno 75°/65°, cioè circa 70°C medi.
In edifici storici gli impianti possono richiedere persino temperature medie di 80°C.
Conclusione: pompe di calore e radiatori non sempre sono compatibili. La fattibilità dipende dall’impianto e dalla temperatura richiesta.
Potenza ed Energia: il Problema Principale
Se la pompa produce 65°C costanti lavora al massimo e riduce la durata.
Meglio considerare una mandata tra 45°C e 55°C per preservarla.
Con temperature più basse i radiatori emettono meno calore.
Per compensare bisogna allungare i tempi di accensione o aumentare la superficie radiante.
Soluzione “Smart”: Allungare i Tempi di Accensione
Alcuni tecnici propongono di lasciare accesi i radiatori più a lungo.
Attenzione: il DPR 412/93 e il DPR 75/2013 fissano limiti orari giornalieri.
Ad esempio, in zona climatica Dil riscaldamento è consentito per massimo 12 ore.
Se la caldaia scaldava bene in quel tempo, non puoi superarlo con la pompa.
Questa soluzione è quindi poco applicabile, salvo eccezioni.
Soluzione Alternativa: Aumentare gli Elementi dei Radiatori
La strada più corretta è aumentare le dimensioni dei radiatori.
Più elementi significano maggiore superficie radiante e quindi resa anche con acqua meno calda.
Se c’è spazio si possono usare radiatori a colonne, aumentando altezza, numero di elementi o colonne. Così si compensa la minore potenza dovuta alla temperatura ridotta.
Esempio Pratico: Come Cambia la Resa del Radiatore
Supponiamo una stanza con fabbisogno termico di 1200 Wh.
Con caldaia a 75°/65° il termosifone in alluminio richiede 8 elementi.
Con pompa di calore a 65°/55° la resa del singolo elemento cala. Servono 11 elementi (+35%). A 55°/45° servono quasi 16 elementi (+100%).
Se però l’edificio viene isolato e il fabbisogno scende a 700 Wh, bastano 9 elementi (+15%). Con tubazioni adeguate e ΔT più basso (55°/50°) si torna a 8 elementi, simili all’impianto originale.
Conclusioni
Pompa di calore e radiatori possono funzionare insieme, ma la compatibilità non è automatica. Ogni caso dipende da isolamento, dimensioni radiatori, tubazioni e temperatura di mandata.
Per un risultato sicuro serve una verifica termotecnica . Un professionista energetico può valutare edificio e impianto, dimensionare correttamente la pompa e progettare l’eventuale adeguamento dei radiatori.
Se vuoi installare la pompa di calore con termosifoni, rivolgiti a noi dello Studio Manen