Termotecnico Firenze

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Termotecnico Firenze: sei sicuro che sia il tecnico che ti serve?

Cerchi un termotecnico a Firenze perché devi sostituire una caldaia?Oppure vuoi installare una pompa di calore, rifare l’impianto o ridurre i consumi della tua abitazione?La ricerca è comprensibile.
Tuttavia, potresti aver formulato male la domanda. Il problema, infatti, non è sempre trovare qualcuno che conosca bene una caldaia o una pompa di calore. Se stai ristrutturando una casa, devi prima capire come funziona l’edificio.

  • Quanto disperde in inverno?
  • Quanto calore entra in estate?
  • Quali temperature richiedono i terminali?
    L’impianto elettrico può sostenere una pompa di calore?
  • Conviene intervenire prima sull’involucro

Soltanto dopo arrivano le macchine.

Per questo, prima di cercare semplicemente un termotecnico, dovresti chiederti: mi serve uno specialista dell’impianto termico oppure un progettista capace di comprendere la fisica dell’intero sistema edificio-impianti? È da questa domanda che parte il nostro ragionamento.

Chi è il termotecnico

Nel linguaggio comune, il termotecnico è il tecnico specializzato negli impianti destinati al controllo delle condizioni climatiche degli edifici. Si occupa quindi di riscaldamento, raffrescamento, produzione di acqua calda sanitaria e altri sistemi che utilizzano energia termica.
Tuttavia, “termotecnico” indica soprattutto una specializzazione. Non identifica necessariamente un unico titolo professionale. Nella pratica possiamo incontrare periti industriali termotecnici, ingegneri oppure altri professionisti che hanno approfondito questo settore.
Quindi il nome utilizzato sulla targa non basta. Conta la formazione iniziale, ma soprattutto conta ciò che il professionista ha continuato a studiare e progettare negli anni.

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La formazione del termotecnico.

Per comprendere questa figura dobbiamo fare un breve passo indietro. Il Regio Decreto 11 febbraio 1929 n. 275 regolamentò la professione del perito industriale. Il Regio Decreto prevedeva la specializzazione in meccanica, all’interno della quale rientrava anche la termotecnica, che non costituiva ancora un indirizzo autonomo.
Successivamente, con il D.P.R. 30 settembre 1961 n. 1222, venne definito uno specifico indirizzo per la termotecnica. La formazione riguardava soprattutto macchine a fluido, riscaldamento, refrigerazione, condizionamento, regolazione e impianti termici. Il termotecnico nasce quindi all’interno di una cultura fortemente orientata alle macchine, all’energia e agli impianti.
Anche il D.P.R. 328/2001, all’articolo 55, ha continuato a riconoscere la specializzazione termotecnica, modificando i percorsi di accesso alla professione. Nel frattempo gli ordinamenti scolastici sono cambiati.Oggi i percorsi più vicini alla vecchia termotecnica confluiscono soprattutto nell’area Meccanica, Meccatronica ed Energia.
L’origine della professione rimane però importante.Ci aiuta a capire quale sia il suo punto di osservazione privilegiato: l’impianto.

Termotecnico a Firenze e scuole tecniche

Anche Firenze possiede una lunga tradizione nella formazione tecnica. Istituti come il Leonardo da Vinci e l’Antonio Meucci hanno formato generazioni di tecnici nel campo della meccanica, dell’energia e dell’impiantistica.
Oggi questi percorsi affrontano temi come produzione e trasformazione dell’energia, impianti, efficienza energetica e fonti rinnovabili.È una preparazione tecnica importante.
Tuttavia, quando dobbiamo intervenire su un edificio esistente, conoscere bene l’impianto rappresenta soltanto una parte del problema. Bisogna comprendere anche l’edificio al quale quell’impianto deve fornire energia.

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Le competenze del termotecnico

Un buon termotecnico deve conoscere la fisica tecnica e saper determinare i carichi dell’edificio. Successivamente deve essere capace di progettare l’impianto necessario per soddisfarli.
Deve quindi coordinare generazione, distribuzione, terminali e regolazione. Una pompa di calore efficiente può funzionare male se lavora con terminali incompatibili. Una caldaia nuova non risolve automaticamente una distribuzione sbilanciata. Allo stesso modo, una regolazione sbagliata può aumentare i consumi anche con un generatore efficiente.
Perciò il lavoro del termotecnico non consiste semplicemente nello scegliere una macchina. Consiste nel progettare un sistema impiantistico coerente. Il problema nasce quando allarghiamo ulteriormente il campo. Perché gli impianti termici e di climatizzazione non funzionano nel vuoto. Funzionano dentro un edificio.

Le competenze che il termotecnico non ha sempre

Qui bisogna introdurre una distinzione importante. Il titolo professionale non stabilisce quanto una persona sia preparata. Stabilisce però il campo nel quale quella persona può esercitare professionalmente. Nell’ambito della ristrutturazione residenziale, un architetto o un ingegnere con adeguate competenze può occuparsi sia dell’edificio sia degli impianti tecnologici collegati.
Il perito termotecnico nasce invece da una specializzazione più circoscritta.  La sua competenza principale riguarda gli impianti termici e le opere direttamente collegate.Se la ristrutturazione coinvolge anche il progetto edilizio oppure altri settori impiantistici, può quindi essere necessario coinvolgere ulteriori professionisti.
Questo non significa che un architetto sia automaticamente più bravo di un termotecnico.E nemmeno che un ingegnere sia automaticamente migliore di entrambi. Qui entra in gioco la meritocrazia professionale.
Conta quanto il singolo tecnico ha studiato quella materia. Conta quanto l’ha approfondita. Conta l’esperienza maturata sul campo. Tuttavia, quando il problema coinvolge contemporaneamente edificio, involucro e impianti, una preparazione multidisciplinare rappresenta un vantaggio concreto. Perché serve comprendere la fisica del sistema edificio-impianti.

 

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Perché non si parte dalla macchina

Uno degli errori più frequenti consiste nel partire dal generatore.

-La vecchia caldaia consuma troppo? Si cerca immediatamente una caldaia nuova.
-Si vuole eliminare il gas? Si chiede un preventivo per una pompa di calore.
Ma questa sequenza è rovesciata. Un impianto non nasce dalla macchina. Nasce dall’edificio. Prima dobbiamo capire quanta energia perde la casa nelle condizioni di progetto. Poi dobbiamo valutare se sia opportuno ridurre quelle perdite.
Soltanto dopo possiamo dimensionare il generatore. Una pompa di calore da 6, 8 oppure 12 kW non dovrebbe nascere dal catalogo del produttore. Dovrebbe derivare dal calcolo del carico termico reale dell’edificio.
La domanda corretta, quindi, non è:“Quale pompa di calore devo comprare?”
La domanda corretta è:“Di quanta potenza ha realmente bisogno questa casa?”

Dispersioni e rientrate di calore

In inverno il calore presente negli ambienti tende a fluire verso l’esterno. Pareti, coperture, pavimenti, finestre e ponti termici partecipano alle dispersioni. A queste si aggiungono ventilazione e infiltrazioni d’aria.L’impianto deve reintegrare continuamente questa energia.Di conseguenza, maggiore è la dispersione, maggiore sarà il carico richiesto al generatore. Durante l’estate dobbiamo invece limitare le rientrate di calore. Irraggiamento solare, aria esterna, persone, apparecchiature e superfici surriscaldate aumentano il carico interno.
Perciò il confort non dipende soltanto dall’impianto.
Dipende dal modo in cui l’edificio scambia e accumula energia. Questa è la vera fisica del sistema edificio-impianti.Dal fabbisogno al dimensionamento dell’impianto.

La sequenza progettuale dovrebbe quindi essere diversa.
-Prima analizziamo l’edificio.
-Poi calcoliamo i carichi.
Successivamente valutiamo se intervenire sull’involucro.
-Infine dimensioniamo l’impianto necessario a coprire il fabbisogno residuo.
Questo ordine diventa fondamentale quando vogliamo installare una pompa di calore.Riducendo le dispersioni possiamo utilizzare una macchina meno potente.Inoltre, possiamo spesso ridurre le temperature di esercizio e aumentare l’efficienza. A quel punto possiamo progettare generatore, distribuzione, terminali e termoregolazione. La macchina diventa quindi la conseguenza del progetto, non il suo punto di partenza..

Il DM 37/08 e le lettere degli impianti

La stessa normativa ci ricorda che in un edificio non esiste un solo impianto.
Il DM 37/08, legge quadro sugli impianti negli edifici, distingue diversi ambiti di progetto.
La lettera A riguarda principalmente gli impianti elettrici.
La lettera C comprende riscaldamento, climatizzazione e refrigerazione.
La lettera D riguarda gli impianti idrici e sanitari.
La lettera E interessa gli impianti gas.
Esistono inoltre altri settori dedicati agli impianti elettronici, di sollevamento e antincendio.
Questa suddivisione è utile per capire la complessità di una ristrutturazione.Installare una pompa di calore significa intervenire sull’impianto termico.Ma significa anche verificare la disponibilità di potenza elettrica.
Produrre acqua calda sanitaria coinvolge il sistema idrico.Eliminare il gas modifica un ulteriore impianto. Ancora una volta, i diversi sistemi devono dialogare tra loro.

DM 37/08

Termotecnico, progettista di impianti e progettista integrato

A questo punto la domanda iniziale comincia a cambiare.Se devi sostituire una caldaia senza modificare altro, probabilmente ti serve soprattutto uno specialista dell’impianto termico. Se invece devi ristrutturare una casa, la questione è diversa.Spostare una cucina significa intervenire su distribuzione degli spazi, acqua, scarichi ed elettricità.
Realizzare un nuovo bagno richiede verifiche edilizie e impiantistiche. Installare una pompa di calore significa affrontare contemporaneamente potenze, terminali, impianto elettrico, spazi tecnici e unità esterna.Isolare una parete modifica il comportamento energetico dell’edificio.
Di conseguenza modifica anche il dimensionamento dell’impianto.
In questo scenario non serve soltanto uno specialista.
Serve una regia progettuale.

Quali professionisti possono progettare gli impianti

Diversi professionisti possono occuparsi della progettazione degli impianti, entro i limiti delle rispettive competenze.Il problema non è quindi costruire una classifica dei titoli.Dobbiamo distinguere due aspetti.Il primo è ciò che il titolo consente professionalmente di fare.Il secondo è ciò che il singolo tecnico sa realmente fare bene.
Nella ristrutturazione residenziale, architetti e ingegneri con competenze impiantistiche possono avere un vantaggio.Possono infatti leggere contemporaneamente edificio e impianti.
Il perito termotecnico possiede invece una specializzazione più verticale sul sistema termico.
Questo può renderlo estremamente competente in quel settore. Tuttavia, quando l’intervento attraversa più discipline, dovrà normalmente dialogare con altri progettisti. La differenza non è quindi tra professionisti “bravi” e “meno bravi”.
La differenza è tra specializzazione verticale e capacità di integrare più discipline.Poi, naturalmente, conta la preparazione effettiva della singola persona.

Firenze: perché il progettista deve leggere l’edificio

A Firenze questo approccio diventa particolarmente importante. Molti edifici sono stati costruiti in epoche diverse e modificati più volte. Gli impianti raccontano spesso questa stratificazione.
Possiamo trovare vecchie colonne montanti, radiatori aggiunti, distribuzioni trasformate e canne fumarie non più utilizzate.
Allo stesso tempo possiamo avere murature massive, coperture disperdenti, infissi sostituiti e ponti termici mai corretti. In questi edifici non possiamo separare facilmente il progetto impiantistico dal progetto edilizio.
Prima dobbiamo capire come è costruita la casa. Poi possiamo decidere quale impianto possa realmente funzionare bene al suo interno.

Le difficoltà del progettista di impianti a Firenze

A Firenze il primo problema è spesso lo spazio. Gli edifici esistenti non sono stati progettati per ospitare pompe di calore, accumuli, collettori e nuovi quadri elettrici.Poi esiste il problema delle unità esterne.
Facciate, corti, terrazze e coperture possono essere condizionate da esigenze urbanistiche, paesaggistiche, condominiali e acustiche.Infine troviamo gli impianti esistenti. Tubazioni, radiatori e sistemi distributivi possono appartenere a epoche diverse.
Per questo non basta trovare uno spazio per la macchina. Bisogna capire se quella macchina può realmente dialogare con l’edificio e con l’impianto esistente.

impianti firenze
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Cosa non riesce sempre a fare il termotecnico a Firenze

Uno specialista dell’impianto può progettare perfettamente la propria parte.Tuttavia, può trovarsi davanti a problemi che escono dal proprio campo. Se manca lo spazio per l’accumulo, bisogna forse modificare la distribuzione degli spazi interni. Se l’unità esterna non trova collocazione, bisogna studiare facciate, coperture o corti.
Se l’edificio disperde troppo, può essere più conveniente intervenire sull’involucro prima di aumentare la potenza dell’impianto. Questi problemi non sono esclusivamente termotecnici. Sono problemi edilizi, energetici e impiantistici contemporaneamente.
Ed è qui che la progettazione integrata diventa realmente utile.

Cosa dovrebbe fare oggi un progettista di impianti a Firenze

Il progettista dovrebbe partire dall’edificio. Dovrebbe comprenderne il comportamento energetico e individuare le principali criticità. Successivamente dovrebbe stabilire se conviene ridurre i fabbisogni.
Solo dopo dovrebbe progettare l’impianto.
Questo approccio consente di evitare un errore molto comune: utilizzare una macchina più potente per compensare un edificio che funziona male. Talvolta la soluzione migliore consiste proprio nel ridurre prima il problema. Isolare una copertura, correggere un ponte termico o migliorare alcuni serramenti può modificare completamente il progetto dell’impianto.
Quindi il progettista non dovrebbe chiedersi soltanto come produrre più calore. Dovrebbe chiedersi innanzitutto come fare in modo che l’edificio ne richieda meno.

Termotecnico Firenze: quando serve davvero

Un termotecnico a Firenze rimane la figura giusta quando il problema è specificamente termotecnico. Può servire per dimensionare un impianto, verificare una centrale o valutare il funzionamento di un sistema esistente.  Ma se stai ristrutturando un’abitazione, probabilmente la domanda deve essere più ampia.
-L’impianto dovrà essere inserito in un edificio.
-Dovrà dialogare con l’involucro.
-Dovrà utilizzare energia elettrica.
-Dovrà trovare spazio.
E, soprattutto, dovrà garantire comfort con consumi ragionevoli.
In questo caso potresti essere più interessato a cercare un architetto o un ingegnere che conosca realmente anche la progettazione degli impianti.Non semplicemente perché possiede un titolo diverso. Ma perché può affrontare contemporaneamente più parti dello stesso problema.

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Il valore aggiunto dello Studio Manen

È proprio su questo punto che si colloca il lavoro dello Studio Manen. L’Arch. Enea Pacini si occupa sia di progettazione architettonica sia di progettazione degli impianti negli edifici. Negli anni ha progettato centrali termiche in edifici condominiali e impianti elettrici di notevole potenza arrivando direttamente alla cabina di trasformazione tra la media e la bassa tensione.
Questo gli permette di affrontare una ristrutturazione partendo dall’edificio e non dalla macchina. Prima analizza involucro, ponti termici, distribuzione degli spazi, dispersioni e condizioni esistenti. Poi valuta gli interventi necessari. Infine si dimensiona e coordina gli impianti. La stessa persona può quindi seguire il rapporto tra progetto edilizio, impianto termico, impianto elettrico e riqualificazione energetica.
Questo non significa pretendere che un unico professionista sappia fare tutto.Quando servono competenze specialistiche differenti è corretto coinvolgere altri tecnici.
Il vantaggio è avere però un’unica regia capace di comprendere il sistema nel suo complesso.

Conclusione

La ricerca “termotecnico Firenze” parte spesso da un bisogno concreto.
-Una caldaia da sostituire.
-Una pompa di calore da installare.
-Un impianto che consuma troppo.
Ma se devi ristrutturare casa, fermarti alla macchina significa guardare soltanto una parte del problema. Prima viene l’edificio. Poi vengono dispersioni, rientrate di calore e fabbisogni. Successivamente si valutano involucro e possibili interventi di riqualificazione.Soltanto alla fine si dimensionano generatore, distribuzione, terminali e regolazione. Per questo, se devi affrontare una ristrutturazione a Firenze, forse non devi cercare semplicemente un termotecnico.
Potresti aver bisogno di un progettista capace di leggere insieme edificio, energia e impianti. È esattamente da questa integrazione che dovrebbe nascere il progetto.

Vuoi ristrutturare casa a Firenze?

Se devi ristrutturare un’abitazione, sostituire l’impianto oppure valutare una pompa di calore, dovresti contattare Studio Manen.
Prima di proporti una macchina, partiremo dall’edificio. Perché la soluzione corretta non è quella che funziona meglio sulla scheda tecnica.È quella che funziona meglio nella tua casa.

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